6 dicembre 2024
La neutralità svizzera seppellita in Finlandia
Mentre le gran casse ticinesi del regime politicamente corretto in cui siamo precipitati ci propongo di continuo pruriginosi articoli di cronaca nera o rosa relativi ad un Paese confinante in cui la cronaca nera è una legge di mercato e quella rosa una marca di fabbrica, l'esercito "svizzero" ha definitivamente seppellito la neutralità elvetica.
Il silenzio assordante in cui è stata avvolta la notizia - semplicemente sconvolgente - dà la tara del livello in cui è precipitata una stampa codina, serva e disonesta, che ha però la temerarietà di chiedere ulteriori e continui aiuti finanziari, peraltro appoggiata dalla quasi totalità del partitume.
La news taciuta (è Natale, siamo tutti più buoni e rendiamo dunque omaggio alla neolingua dei neopadroni), è stata allo stesso tempo orgogliosamente pubblicata sui canali ufficiali di informazione dell'Armee.
Non lascia adito a dubbi o interpretazioni di sorta.
La riportiamo così com'è apparsa sulla pagina Telegram di un esercito irriconoscibile e di cui ci vergogniamo profondamente:
“Bilancio positivo per l'Esercito svizzero durante l'esercitazione «Dynamic Front 25»
Dal 4 al 25 novembre 2024, sei militari svizzeri hanno partecipato in Finlandia all'esercitazione multinazionale «Dynamic Front 25» organizzata dagli Stati Uniti. L'obiettivo principaledell'esercitazione era di migliorare il coordinamento e la comunicazione tra i sistemi d'artiglieria delle differenti nazioni presenti (il grassetto è di Fratria ndr).
I militari svizzeri hanno quindi potuto: migliorare le loro conoscenze nell'ambito dell'interoperabilità e dell'artiglieria; collaborare con altri Paesi e apprendere da loro; identificare rischi e opportunità in un ambiente multilaterale.
Le conoscenze acquisite verranno valutate in modo da ottimizzare le procedure internamente alle Forze terrestri, in particolare per quanto riguarda l'artiglieria. Quanto appreso contribuirà a rafforzare la capacità di difesa dell'esercito.
La partecipazione svizzera si iscrive nella volontà del Consiglio federale di intensificare la cooperazione internazionale preservando comunque la neutralità, come menzionato nel Rapporto complementare al rapporto sulla politica di sicurezza 2021 e nel Rapporto concernente la capacità di difesa e la cooperazione del 2024”.
Voilà.
Coniugare esercitazioni in un Paese NATO, con militari NATO e direttamente organizzate dagli Stati Uniti d'America, ma, al contempo, affermare di volere preservare la neutralità non rientra più nel campo di alcuna dottrina politica e non può neppure essere inquadrato come una contraddizione in termini o un concentrato di ipocrisia mai visto prima. Dovrebbe essere materia di indagine psichiatrica.
In parole semplici: siamo in mano a una banda di pazzi furiosi.
Pertanto Fratria, che ritiene il rispetto della neutralità un vitale interesse nazionale (oltre che un dettato costituzionale), si vede pertanto costretta a prendere le distanze dal Consiglio federale, da tutti i partiti, gruppi e associazioni che premono per un avvicinamento o un'adesione alla NATO e da un esercito di traditori, che va additato al pubblico ludibrio.
Va da sé che, in caso di conflitto con Paesi che, contrariamente agli Stati Uniti d'America e all'Unione Europea, non si permettono di dettarci l'agenda politica, non interferiscono con i nostri interessi nazionali, non ci minacciano, non ci ricattano, non ci truffano e non ci umiliano, parteggerà in favore di chi lotta per valori in cui la Svizzera ha creduto fino all'altro ieri.
E che mai ci saremmo aspettati venissero così platealmente traditi.








